29 Mag 2019

L'Italia sull'orlo di una crisi di nervi

 

CronacaAll'indomani della decisionedell'Organizzazione Mondiale della Sanità, d'inserire la sindrome di
"burnout" (lo stess), tra le malattie che si configurano come
"esaurimento da lavoro", nella giornata di oggi, l'autorevole
quotidiano il Sole 24 Ore dedica un'importante articolo di primo piano alla
situazione del lavoro in Italia. E più esattamente alle centinaia di tavoli
aperti presso il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) con cui si certifica
lo stato di crisi di migliaia di imprese italiane.
210 mila gli addetti che sarebbero legati ai 150 tavoli di crisiin cui, nei prossimi mesi, si deciderà il futuro di altrettante famiglie. 
Famiglie che tuttavia oggi possono ancora godere dellaCassaintegrazione: la cosiddetta CIGS. 
L'aumento che registrano i sindacati impegnati nei tavoli ditrattativa è preoccupante e comunque sempre inferiore a quel livello sommerso,
in stato di disoccupazione o precarietà lavorativa, del quale non si hanno dati
CERTI.
Per noi che ci occupiamo di Sanità da molti anni, da temposiamo stati obbligati a mettere in relazione il lavoro ed il “non-lavoro”, con
lo stress, quindi con una sindrome  difficilmente placabile, se non con azioni
concrete. In più c'è da rilevare come le ore di Cig straordinaria, nel mese di
Aprile di quest'anno, sono incrementate di un massiccio 78%. E nel solo, visto
che per il primo quadrimestre di quest'anno, la quota è del 26%.
Un tavolo di crisi in genere non riflette solo la condizionedi un settore specifico, ma più in generale è la manifestazione di una
scollatura sociale che più generale investe il territorio. Ragione per cui,
oltre a fare appello all'utilizzo di strumenti normativi atti ad avviare
percorsi di riconversione, il punto nodale è rappresentato dalla velocità delle
riconversioni. 
I tempi – ahimé - non aiutano a dimostrare con nettezza ilvalore di un progetto che, stretto nelle chiuse di una burocrazia farraginosa, può
allungare i tempi di una "naturale" e doverosa risoluzione. Come se dall'altra parte non vifossero esseri umani, non vi fossero dignità da rispettare, famiglie da
accudire, figli da crescere e istruire, cui dare uno stimolo e una ragione che
non si limiti all’attesa per la sopravvivenza. Solo chi ha toccato con propria
mano lo stress da super lavoro e, dall'altra, quello della disoccupazione, può
comprendere ciò di cui parliamo.
Non confortano poi i dati comparativi relativi i livelli dierogazione dei servizi resi dalla Sanità nazionale. Né tanto meno la qualità
della vita. Tuttavia più in generale, possiamo asserire che i nostri territori
e le nostre province non rispecchiano a pieno le potenzialità ancora insite in
sé stesse. 
Ed è nostro malgrado, che anche questo deficit si statrasformando in un dato comparativo STRUTTURALE. Così come non conforta leggere
che in Italia, 9 milioni di persone hanno chiesto prestiti per ricorrere alle
cure mediche. Prestiti che gli italiani non possono più permettersi e che sfiorano
i 100 miliardi di euro.
Una montagna di soldi (per la precisione 97.046.720 miliardidi euro al 30 giugno 2018) che gli italiani sanno di dover restituire.L'indebitamento - soprattutto conil sistema bancario - è infatti in aumento dell'1% sul 2017 e riguarda
soprattutto quei 9 milioni di persone che hanno chiesto un prestito per le cure
mediche. 
Ad aggiungere le statistiche che certificano l'impoverimentodella CLASSE MEDIA, servirebbero una dozzina di pagine. Dunque la
certificazione dello stato di crisi e la necessità di accelerare i
provvedimenti che rimettano in moto l'Italia è più che mai stringente. Da una reindutrializzazioneconsapevole delle buone pratiche ambientaliste, senza paraocchi, alla
riconversione dei territori in chiave sostenibile e produttiva di tutti quei
settori, dal turismo all'artigianato, dall'arte alla cultura, lasciati finora
in balia dell'ignoranza politica di chi avrebbe potuto e dovuto, trarne
vantaggio. Non per sé stesso ma per lacomunità amministrata. 
Perché in ballo, come del tutto evidente, non ci sono soloposti di lavoro, ma la stabilità dell'intero Sistema Italia.
di Elisa Fiore 

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