19 Set 2019

ASSISTSANITA: QUEL GUAZZABUGLIO CHIAMATO SANITASERVICE. L'ALLARME DELLA CORTE DEI CONTI

 

CronacaQUEL GUAZZABUGLIO CHIAMATO SANITASERVICE: LA SOCIETA' IN HOUSE CHE RISCHIA DI FAR TRACIMARE I CONTI DELLA SANITA' PUGLIESE “E’ una nuvola di incertezze, quella che si cela dietro le operazioni messe in campo a Foggia come in altre province pugliesi, attraverso la costituzione di nuove società in house. Un’operazione che dovrebbe cominciare ad impensierire i cittadini pugliesi ed i futuri lavoratori del comparto dell’emergenza 118 su strada”. E’ quanto dichiara  l’associazione ASSISTSANITA’ (www.assistanita.it) che raggruppa alcune delle maggiori IMPRESE COOPERATIVISTICHE che operano nel settore del trasporto infermi e emergenza urgenza 118 in tutta Italia.“Solo analizzando le cronache, l’ultimo anno di gestione della società in house di Foggia, emerge quanto, in futuro, difficilmente, potrà essere evitato. Decuplicandone però gli effetti corrosivi e deleteri, sia per il bilancio pubblico che per la stabilità occupazione dei lavoratori. Oggi confinati nell’ambigua categoria di volontari.C’ è da rilevare - spiega ASSIST - come ancora ad oggi, molte Pubbliche Amministrazioni, così come la Regione Puglia, abbiano derubricato un settore strategico della Sanità nazionale, a ruolo di attività di “volontariato”. Un sistema che ha alimentato sperpero di risorse pubbliche e precarietà occupazionale. Costringendo i cittadini-lavoratori a vivere da volontari, quindi da sudditi.O meglio come professionisti di serie “C”. Tanto fossero barellieri, infermieri o medici, o autisti. Tant’è che per questi ultimi, ancora ad oggi non esiste nemmeno una norma che li inquadri professionalmente: dunque un contratto di lavoro di categoria!La mediocrità del sistema politico che ha governato i servizi di Emergenza Urgenza e trasporto infermi fa il paio con l’approssimazione e la confusione, con cui nel corso degli anni si è data prova concreta di come, il cittadino, al momento del bisogno (Pronto soccorso - 118 - Emergenza – Urgenza) in Italia sia affidato all’attenzione ed alle cure di personale “volontario”, o peggio, precario....che dovrà mantenerlo in vita. Certo nel resto dell’Europa tutto questo sarebbe impossibile, se non garantito da una reale “volontarietà” del servizio reso al pubblico attraverso il reale principio della "sussidiarietà". Dunque a costo “zero”  per la pubblica amministrazione.Il nostro Consorzio di Imprese, ASSISTSANITA’ – da alcuni anni si sta battendo anche in Europa per fare emergere la disparità della norma italiana in tema di emergenza su strada -  e da oltre vent’anni siamo presenti quasi in ogni regione d’ Italia. Dove da tempo suggeriamo una liberalizzazione del servizio, attraverso trasparenti procedure di evidenza pubblica, offrendo economicità della spesa e garanzia delle prestazioni rese. Incluso la stabilizzazione del personale già in impiegato per quel tipo di servizio.Persone che non dovranno più soggiacente ai bisogni dei singoli (vedasi inchieste sulla malagestio della Sanitaservice), né alla approssimazione dei conti di fantomatiche società in house. Già sottoposta ai rilievi della Corte dei Conti proprio per i suoi costi esorbitanti, che non trovano riscontro né nel principio di economicità (insito nello scopo della cosiddetta internalizzazione), né nella sempre più cocente necessità di dare un futuro a migliaia di cittadini in cerca di stabilità occupazionale. E proprio a riguardo dei livelli occupazionali che dobbiamo rilevare come il cosiddetto carrozzone della Sanitaservice abbia già fallito.  Ed in futuro - viste le prospettive annunciate – siamo certi che, l’analisi del bilancio analogo, (che tanto impensierisce la Corte dei Conti) trascinerà nel baratro anche le casse della Regione Puglia.Per questo motivo vorremmo invitare i vertici della Sanitaservice ad un dibattito pubblico alla presenza dello stesso presidente Emiliano, possibilmente all’interno della Commissione Trasparenza della Regione Puglia, assieme alle rappresentanze sindacali.Perché se da una parte vediamo arrancare il sistema in house (dal 2013 incapace di pagare 70 euro per ogni dipendente), dall’altra leggiamo di dipendenti reclutati attraverso agenzie interinali, o peggio, con procedure già sottoposte all’attenzione della Procura della Repubblica. Personale che dopo vent’anni di lavoro “grigio” attraverso le associazioni di volontariato oggi è obbligato a procedure di concorso pubblico. Mentre altri sono costretti a ricorrere al Prefetto per vedersi pagare regolarmente gli stipendi. E altri ancora vengono “estromessi” dal posto di lavoro grazie all’avvio di nuove selezioni per il front office.Tutti argomenti che i Ministri Bellanova (non solo perché pugliese ma anche sindacalista!) e Speranza dovrebbero conoscere a menadito.Tutto mentre Emiliano vaticina l’ipotesi di affidare alla Sanitaservice ben 500 postazioni e  di “assorbire” i 5.000 dipendenti. Oggi contrattualizzati – sempre grazie ad un sistema politico se non strabico, connivente – come volontari.In molte realtà italiane, l’affidamento a società che operano nel settore dell’emergenza su strada, è una via intrapresa con successo e con forte spirito motivazionale. Anche e soprattutto da parte di quegli “ex volontari” che finalmente hanno ottenuto un regolare contratto di lavoro. Retribuito, questo sì, con i soldi “buoni” della pubblica amministrazione. Ma gestiti con la parsimonia e la cura del buon padre di famiglia. L’auspicio è dunque che la Regione Puglia riveda l’intero assetto su cui oggi si fondano i rischi che potrebbero portarla in futuro, ad un prossimo commissariamento. E non ci stupiremo se una delle voci del bilancio in rosso, fosse proprio quella dell’Emergenza-Urgenza su strada. Con i rischi che ne deriveranno per i suoi volontari-lavoratori. Un ossimoro che non condividiamo.Ufficio stampa ASSISTSANITA'[table]
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