27 Nov 2019

San Camillo e nuovi DCA per abbattere il sovraffollamento. Il Nursind: no a nuovo precariato

 

CronacaIl sovraffollamento del pronto soccorso del San Camillo non  si gestisce con il ricorso ai lavoratori interinali eppure è quanto sta accadendo in barba alle aspettative di stabilizzazione dei tanti infermieri e operatori sanitari che ogni anno si vedono rinnovare un contratto spesso non in linea con i parametri delle loro competenze. 
"Lavoro interinale in arrivo “alias” il nuovo precariato in sostituzione del vecchio". Spiega il segretario aziendale, Stefano Barone del NURSIND, che definisce senza troppi giri di parole il nuovo DCA U000453/2919, ovvero: le misure per combattere  il sovraffollamento” con cui
si starebbe cercando di fare fronte alla carenza di personale infermieristico e
operatori socio-sanitari nei reparti di pronto soccorso del San Camillo, dando così avvio ad una nuova stagione di precarietà per i lavoratori del comparto sanità.
Così il NURSIND, l’unica sigla a non aver siglato l’accordo voluto da CGIL, CISL e UIL, rigetta l’ipotesi di attivare questo astruso
meccanismo che anche nel settore della sanità metterebbe in gioco le agenzie
interinali, per assolvere alla carenza di personale a tempo determinato.“Piuttosto – spiega Stefano Barone – sarebbe opportuno che iprecari venissero stabilizzati e non aggiungere così precarizzazione a
precarizzazione attraverso il reclutamento di infermieri interinali. I numeri
li conosciamo bene, 1800 sono gli infermieri in organico di cui 700 circa turnanti
h24, con questi numeri non possono essere coperte le esigenze di un nosocomio
come il San Camillo di Roma.” Inoltre Barone sottolinea come il sovraffollamento non sirisolve con i pannicelli caldi, visto che in ospedali come l’Umberto I sono
state abolite, ad esempio, le unità operative gestite proprio dal personale infermieristico
all’interno delle strutture sanitarie “che potevano rappresentare una soluzione
organizzativa territoriale intermedia valida per il contrasto al
sovraffollamento dei PS. La disapplicazione di una formula che non ha fatto
altro – secondo il Nursind – che aggiungere confusione alle politiche
territoriali inefficienti con assenza di collegamenti e senza una “presa in carico”
della domanda da parte del cittadino per organizzare così una risposta
veramente concreta ai suoi bisogni.”Soluzioni estemporanee che non fanno presagire nulla dibuono e di concreto per quella che viene definita una delle migliori sanità
mondiali, se paragonate, ovviamente, a chi non ha assistenza sanitaria statale,
o peggio non ha proprio assistenza sanitaria.
di ELISA FIORE 

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