14 Gen 2020

Ares 118 Lazio: parte la roulette del precariato

 

CronacaDalla calza della Regione Lazio: con la delibera 365/19 èpartita la lotteria del precariato, con cui Zingaretti e Corradi, puntano a
sostituire i professionisti dell’emergenza 
118 su strada con i volontari.E’ stata fissata per mercoledì 18 a partire dalle ore 9:00, davantialla sede di viale Cristoforo Colombo, la protesta di piazza con cui i 700
dipendenti delle cooperative e delle imprese che operano nel settore
dell’emergenza, del Lazio, chiedono la revoca immediata della delibera 365 dell’Ares
118. Non possiamo accettare questo ritorno al passato, la deliberacon cui ci viene sottratto il lavoro per affidare il servizio nelle mani del
volontariato è stata siglata il 30 dicembre 2019. Ed è vergognoso che il
presidente Nicola Zingaretti abbia accettato una simile decisione accolta nel
silenzio più assoluto di tutte le parti politiche, di maggioranza come di opposizione.
Questo regalo ci è stato fatto, dopo anni di lavoroprofessionalizzato, di altissima rilevanza sociale, privo di contestazioni e
reso con la massima disciplina verso tutte le istituzioni ed i cittadini del
Lazio.La Giunta di questa Regione, assieme allo zampone diCapodanno ci ha apparecchiato una bella sorpresa! E adesso per lavorare dobbiamo
fingerci “volontari” o augurarci che le associazioni di volontariato che
andranno a svolgere il servizio, accettino di inserirci, a tempo determinato,
nel loro organico. Ma attenzione: non tutti però! Perché la delibera prevede –
nel rispetto della norma – che solo il 50% degli operatori potranno essere
assunti, tutti gli altri potranno andarsene a spasso, o accettare di essere “volontari”!
Sì, volontari, avete capito bene! A Roma perderanno il lavoro  270 operatori, a Frosinone 25, a Latina 240 e
tra Rieti e Viterbo saranno ben 170 persone a rimanere a casa.La palla colta al balzo dagli uffici dell’Ares è una sentenzache rafforza una vecchia direttiva della Corte di Giustizia Europea, (direttiva
2014/24/UE) che annovera tra le possibilità di risparmio, per quelle regioni in
costante affanno, l’affidamento alle associazioni di volontariato dei servizi
di emergenza-urgenza 118 su strada, qualora di fondi in cassa, per il sistema
del 118, siano insufficienti. Una possibilità che viene data per “ridurre”, quando
non “azzerare”, i costi del servizio. Ma a quale prezzo?Quella che la Giunta Zingaretti ci sta “apparecchiando” è unaesternalizzazione ben più grave di quella che finora gli veniva contestata (dai
sindacati) con la gara europea del 2013/15 che  invece, dal nostro punto di vista, ha prodotto
stabilità, garanzie previdenziali e certezza occupazionale. Una esternalizzazione – quella programmata con la deliberan.365 - che di fatto si traduce in una totale precarizzazione del nostro lavoro
e, per una parte di noi, nel totale azzeramento di opportunità occupazionali.La dignità e la professionalizzazione di centinaia dioperatori cancellata con un colpo di spugna. Il 50% deidipendenti dell’ATI che attualmente svolge l’appalto europeo, con il subentro
delle associazioni di volontariato, perderà il lavoro. Senza alcuna altra
possibilità di trovarne un altro. E solo al termine dei tre anni di affidamento,
in convenzione, alle associazioni di volontariato, sapremo se questa procedura,
immorale e dannosa quanto per l’immagine di questa regione quanto per i suoi
lavoratori, avrà prodotto un reale risparmio. Perché per ora ciò che è certo è
che in un triennio saranno consegnate nelle mani del volontariato 120 milioni
di euro, ma alla fine vedremo i conti reali. Perché questa operazione oltre ad
azzerare il 50% dei dipendenti del settore dell’Emergenza su strada del 118 del
Lazio: medici, infermieri, autisti soccorritori e barellieri, avrà un costo
sociale con cui la Regione prima o poi sarà chiamata a fare i conti. 116 i  lotti che verranno consegnanti al
volontariato, con una parcellizzazione mai vista prima d’ora del territorio
regionale. Il 50% dei lavoratori, obbligati ad essere volontari, dunque senza
alcuno stipendio o trattamento pensionistico, ai quali misericordie e pubbliche
assistenze dovranno solo garantire una assicurazione sanitaria contro infortuni
e malattie, o danni arrecati a terzi. 

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