21 Mag 2020

Il TAR Marche respinge ricorso associazioni di volontariato contro affidamento First Aid One

 

CronacaNon vi sono fondamenti di diritto, nel ricorso proposto contro l’aggiudicazione dei servizi di trasporto infermi con ambulanza, alla cooperativa la First Aid One Italia.Lo ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche (Sezione Prima) che con l’ordinanza n.000189/2020 ha respinto la richiesta di sospensiva formulata dai legali dall’ A.N.P.A.S.  Marche, Croce Verde, Croce Gialla, affermando: “di non intravedere sufficienti ragioni di fumus per disporre misure cautelari”.Ad alzare la cortina fumogena, invece, ci avevano pensato le associazioni di volontariato, con tesi destituite di veridicità fattuale e fondamento giuridico.A partire dalle contestazioni mosse alla norma adottata dalla stazione appaltante, per l’indizione della gara; alle false ricostruzioni, con cui si gettava discredito sulla organizzazione della First Aid, falsamente accusata di non essere in possesso dei requisiti tecnici necessari alle autorizzazioni regionali."A questo punto - dichiara First Aid One - non vi sono motivi ostativi alla redazione del contratto di servizio dal parte della Azienda Ospedaliero Universitaria Umberto I-Salesi-Lencisi che, nella giornata odierna è stata invitata ancora una volta a procedere senza indugio alla stipula dell'atto. Inoltre chiediamo venga avviata una riflessione politica a livello nazionale sull’ affidamento dei servizi in convenzione diretta, alle associazioni di volontariato – dichiara First Aid One – perché non vediamo, qui come altrove, riduzione di costi, quindi vantaggi per la pubblica amministrazione, semmai scorgiamola la propensione di quelle che riteniamo consorterie nazionali, ad opporsi a colpi di ricorsi contro le regolari procedure di gara pubblica, indette dalle aziende sanitarie, per fini squisitamente personali.La pretesa di queste associazioni di privati cittadini  - specifica Fisrt Aid - è solo quella di continuare ad ottenere convenzionamenti diretti incuranti delle condizioni sociali che da anni narrano i danni inenarrabili di un Paese in cui l’indigenza e la precarietà è palesemente frutto di mancanza di lavoro! Dopo l’emergenza Covid, dopo le preoccupazioni per gli extracomunitari impegnati in agricoltura, bisognerebbe iniziare ad occuparsi della sanità. Capire che nel nostro Paese si chiedono opportunità dignitose e, in questo tipo di servizi, vi sono occasioni uniche di razionalizzazione delle risorse e opportunità di lavoro, anche per molti giovani, costretti invece, ad essere ingaggiati con evidente ipocrisia, nel rango di volontari, sottraendo loro ogni aspettativa, presente e futura”. 

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