10 Giu 2021

Appello dei medici a Draghi e Speranza: ruolo protagonisti nel processo di rinnovamento della sanità

 

Lavoro e professioniRiceviamo e pubblichiamo dalla FNOMCeO Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degliOdontoiatri
QUESTIONE MEDICA
La pandemia in questo lungo periodo emergenziale ha evidenziato ed esacerbatotutte le difficoltà che la Professione medica incontra nel garantire l’assistenza ai
cittadini.
Difficoltà spesso frutto di un contesto organizzativo e normativo di politica
sanitaria che risente del tempo e che mostra l’esigenza di una riforma di sistema.
Riforma che la FNOMCeO ha ripetutamente sollecitato, richiamando l’attenzione
del Governo e della politica sulla urgenza di una riforma strutturale di filiera del
Servizio Sanitario Nazionale soprattutto oggi in cui la pandemia ha rivoluzionato le
dinamiche assistenziali di ogni ambito in cui la Professione si trova a operare,
evidenziandone criticità e limiti.
Criticità e un conseguente disagio trasversale di tutte le componenti della
Professione, dagli ospedalieri ai medici di famiglia, dai medici del 118 agli
specialisti ambulatoriali, dagli specializzandi ai medici della continuità
assistenziale, dai medici delle RSA a quelli dell’ospedalità privata, dagli
Odontoiatri fino ad arrivare ai liberi professionisti puri anche loro alle prese con
specifici problemi di gestione assistenziale.
I medici si sono fatti carico, con generosità e senso di responsabilità,
dell’assistenza dei pazienti in questo momento drammatico per il nostro Paese
nonostante le carenze di personale, la non adeguatezza degli strumenti e dei modelli di assistenza. “….lo hanno fatto senza compensazioni di sorta.
Continuando con gli straordinari non pagati, con i turni prolungati oltre la
timbratura, con i giorni di ferie persi. Con i compensi per attività nuove, come la
vaccinazione anti-covid per i medici di famiglia, fermi a quelli di vent’anni fa per
attività ormai ordinarie; eppure, criticati dai media e dalla politica. Con modalità
operative che trascurano le norme sulla sicurezza, sottoponendoli prima al rischio
di contagio, ora alla recrudescenza delle aggressioni. Con una visione
aziendalistica, da parte dei decisori, della sanità, che considera i medici non
professionisti autonomi e indipendenti, ma prestatori d’opera, e tratta i pazienti
come voci di spesa.
Le risorse previste dal PNRR per rilanciare la sanità riguardano prevalentemente
interventi sul piano strutturale. Non v’è dubbio che tutto questo determinerà una
revisione dei modelli assistenziali, soprattutto a livello territoriale e quindi il ruolo
e le funzioni dei professionisti sanitari. Per questo riteniamo oggi che porre la
“questione medica” significa partecipare al processo di riforma che secondo noi
deve puntare a dare maggiore qualità al sistema valorizzando maggiormente il
ruolo e la figura del medico.
Oggi in un momento storico in cui la pandemia ha posto in tutta evidenza la
centralità della salute e delle politiche sanitarie, in ogni singolo Paese investito
dalla emergenza epidemiologica, ineludibile diviene affrontare un progetto di
riforma che sia realmente complesso e complessivo. Complesso perché ogni progetto riformatore lo è; complessivo perché lo deve
essere laddove deve necessariamente coinvolgere il capitale umano che muove il
sistema. E’ intorno ai professionisti infatti che va costruita la nuova assistenza
sanitaria, la nuova realtà assistenziale, innovata nelle tecnologie, resa sinergica
nelle strategie, potenziata in termini di formazione e competenze del singolo e delle
équipe, integrata nei servizi, sviluppata nelle competenze manageriali, mirata ai
nuovi bisogni dei pazienti, rafforzata nelle reti ospedaliere e nelle strutture di
prossimità, atta a superare anche diseguaglianze e disomogeneità purtroppo
cronicizzate nelle diverse aree del Paese.
Contrasto alle diseguaglianze, alla violenza sugli operatori sanitari, sostegno ai
cittadini attraverso la riduzione dei gap assistenziali, superamento dei divari
socioeconomici tra aree del Paese sono questi gli obiettivi posti da tempo
all’attenzione dalla Professione quale visione strategica di una revisione del SSN.
Progettare o comunque rivedere e ricostruire un sistema significa intervenire su
tutti i fronti da cui il sistema stesso è composto.
La Professione, i professionisti, le risorse umane con le loro specifiche
competenze non possono essere assenti in un progetto di rinnovamento della
politica della salute nazionale quale è quello che dovrà essere attuato con le risorse
che il Recovery plan europeo sta ponendo a disposizione.
Gli investimenti strutturali per essere efficaci devono essere sostenuti da risorse
professionali. E’ questa la convinzione di fondo che ha indotto la FNOMCeO a porre sul tappeto
la cosiddetta Questione medica.
Una convinzione che al di là delle affermazioni di principio intende entrare
concretamente nel processo riformatore con proposte, richieste, suggerimenti,
assunzione di responsabilità.
Insieme alle questioni strutturali bisognerà anche affrontare i temi che in più
occasioni abbiamo evidenziato e che possono essere sintetizzate nella “Questione
Medica”:
• Le competenze, l’autonomia e le funzioni svolte dal medico, quale
responsabile della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, individuando
strumenti legislativi utili a garantire la specificità della Professione
• Il tema della valorizzazione delle competenze dei professionisti ed il
conseguente riconoscimento della meritocrazia
• Il task shifting e la relativa erosione delle competenze mediche con
conseguente confusione dei ruoli a discapito della qualità del SSN, della
organizzazione dell’assistenza e della sicurezza della cure .
• La carenza in organico dei professionisti con conseguente sovraccarico di
lavoro, problemi con la sicurezza sul lavoro e sul rischio clinico e sulla
formazione, la precarizzazione di tanti Medici e Odontoiatri  Il tema della governance sanitaria che non tiene più conto delle competenze
e delle esigenze sanitarie nella definizione degli obiettivi aziendali e
dell’azione amministrativa, sia nel pubblico che nel privato
• Il non adeguato riconoscimento economico del valore professionale
• Il ruolo sociale svolto dalla Professione a garanzia dei diritti previsti dalla
nostra Carta Costituzionale
• I modelli assistenziali e il ruolo medico. L’inadeguatezza di questi modelli
hanno messo in difficoltà l’esercizio professionale come ad esempio n e l
caso dell’assistenza territoriale.
• La formazione e la programmazione dei professionisti ancora affidata a
provvedimenti tampone e non a soluzioni strutturali.
Sono questi i temi sui quali vorremo avviare il confronto con il Governo quale Enti
sussidiari dello Stato chiamati a contribuire a migliorare il Servizio Sanitario
Nazionale anche al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi definiti dal
PNRR.

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