14 Mag 2020

118 in Puglia, il mondo del volontariato: “Da eroi ad associazioni considerate illegali.

 

Anpas, Misericordie e Croce Rossa ancora assieme per chiedere rispetto alla Regione ma anche al Governo: «I nostri volontari, essenziali per le istituzioni, ora trattati come untori».Il mondo del volontariato pugliese (assieme alla Federazione delle Misericordie di Puglia, Anpas Puglia e Croce Rossa Italiana di Puglia), replicano ai “continui attacchi rispetto al servizio di emergenza urgenza 118 ricominciati in questi giorni da parte del mondo politico”. Con una lunga lettera, stigmatizzano l’atteggiamento di chi li tratta come “untori”.Ci spiace tornare nuovamente su questo argomento e su queste polemiche, ma stigmatizziamo e rispediamo interamente ai mittenti le accuse piovute nuovamente, anche in piena emergenza, da parte di alcuni consiglieri regionali nei confronti delle nostre associazioni di volontariato definite in ogni modo e per  cui chiederemo conto nelle sedi opportune». Inizia così una nota delle tre organizzazioni regionali che raggruppano il 90% del mondo del volontariato in Puglia e cioè la Federazione delle Misericordie di Puglia, la Croce Rossa di Puglia e l’Anpas Puglia. Le tre associazioni rispondono punto dopo punto alle nuove esternazioni di alcuni consiglieri regionali, fortunatamente non tutti, che hanno attaccato nuovamente le organizzazioni di volontariato per parlare del servizio di emergenza urgenza 118 di Puglia.ADVERTISEMENTAvremmo bisogno di una lettera molto più lunga per rispondere ai consiglieri che questi giorni si stanno prodigando per parlare del servizio di 118 in Puglia – spiegano le tre organizzazioni – ma di cui probabilmente non conoscono assolutamente nulla. Allora vogliamo sommessamente ricordare ai due consiglieri regionali che le stesse associazioni definite come “illegali” o “sfruttatrici”, sono le stesse che hanno creato il servizio 118 in Puglia molti anni fa, sono le stesse che hanno sviluppato e migliorato questo servizio sino a farlo diventare un fiore all’occhiello nazionale (basti vedere la rassegna stampa del 23 maggio 2019 ed i dati dell’ISTAT con cinque province nelle prime 10 per efficienza del sistema), sono le stesse in questa emergenza da Covid-19 hanno tutelato i propri volontari o dipendenti con forniture “vere” di dispositivi di protezione individuale rispetto magari alle forniture contingentate delle ASL. Sono le stesse associazioni che hanno formato e continuano a formare i propri volontari all’azione sul campo anche in emergenze pandemiche come queste: la riprova è data dal fatto che nonostante il lavoro in prima linea non si segnalano focolai tra volontari e dipendenti del 118. Le associazioni di cui si parla in quelle note, evidentemente utilizzate più a scopo propagandistico che altro, sono le stesse che mettono a disposizione organizzazione e donne e uomini per le attività a supporto delle istituzioni: in questa emergenza per esempio hanno lavorato h24 per assicurare consegna di spese e buoni spesa, servizi di trasporto specializzato, monitoraggio delle temperature corporee e così via.

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