04 Mag 2021

Agenas. I lavoratori in sciopero e in presidio sotto il Ministero della Salute.

 

Sileri: “Questione precari va risolta velocemente”
Il sottosegretario interviene nel giorno dello sciopero dei lavoratori dell’Agenzia che hanno dato vita ad un presidio sotto il Ministero della Salute per chiedere la stabilizzazione dei 70 precari cui non è stato rinnovato il contratto.04 MAG - “I lavoratori di Agenas mi stanno a cuore. Nel 2018 feci un emendamento in legge di bilancio per sostenere i lavoratori dell'agenzia. Il Ministero ha preso un impegno con loro, per stabilizzare i precari che ora sono rimasti fuori e senza lavoro, è una questione che va risolta velocemente, perché si tratta di personale qualificato e con un certo percorso professionale già fatto”.  Così Pierpaolo Sileri, sottosegretario al ministero della Salute, intervenuto a `L'aria che tira´ su La7, a proposito dei precari di Agenas, in presidio di protesta sotto il dicastero e per cui è stato indetto lo sciopero dei lavoratori.
 
Uno sciopero `cantato´, prendendo in prestito la voce da due cantanti lirici, una soprano e un tenore, per far sentire le ragioni dei 70 precari dell'Agenas, l'Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali, a casa ormai da gennaio, che dopo 15 anni (in media) di servizio non sono stati stabilizzati nonostante gli impegni del ministero della Salute e della stessa Agenzia. A incrociare le braccia, questa mattina, tutti i dipendenti Agenas.“Aspettiamo risposte - spiega all'Adnkronos Salute, Roberta De Blasi, precaria Agenas che ha lavorato per 12 anni all'ufficio qualità e sicurezza del paziente - perché sono mesi che va avanti la mobilitazione, ma non abbiamo avuto riscontri. C'è un continuo rimpallo di responsabilità tra le diverse istituzioni, dal ministero della Salute all'Agenzia, al ministero della Funzione pubblica. Sono stati presentati diversi emendamenti sia alla Legge di Bilancio sia, ora, al Dl Sostegni, il cui esito non è stato quello sperato. Emendamenti presentati da tutte le forze politiche. Quindi non riusciamo proprio a capire quale sia il motivo che ostacola il nostro reintegro”.

Oggi, dice, ancora De Blasi, “la solidarietà dei colleghi dell'Agenas, scesi in piazza con noi, ci fa sicuramente piacere. E comprendiamo anche che si trovano con alcune attività ferme, con un organico ridotto di un terzo. Oltre alla stima per noi, quindi, manifestano anche un problema legato al lavoro”.
Per quanto riguarda il futuro della protesta, “se oggi non ci dovessero essere ancora risposte, e speriamo non sia così, sicuramente non ci fermeremo. Chiederemo a chiunque e cercheremo di farci ascoltare in qualunque modo. La mobilitazione non si fermerà. Credo che almeno una risposta ce la debbano sul perché non possiamo riavere il nostro posto di lavoro, anche al fronte del fatto che le attività che venivano svolte da noi restano indispensabili per l'agenzia”.

04 maggio 2021
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Fonte: quotidianosanita.it

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