25 Lug 2019

I rapporti di somministrazione di lavoro in ambito sanitario. Un caso di stabilizzazione giudiziale

 

I rapporti di somministrazione di lavoro in ambito sanitario. Un caso di stabilizzazione giudizialedi Tiziana Taglialatela, Avv. 
25 luglio 2019Qui la sentenza: Tribunale di Napoli ordinanza n. 16958 del 05-07-2019lavoro Versione PDF del documentoCommento alla ordinanza cautelare n. 16958 del 5 luglio 2019 del tribunale di napoli, giudice del lavoro, che con valutazione innovativa ha accolto il ricorso ex art 700 cpc per la stabilizzazione di una operatrice sanitaria con contratto di somministrazione, ai sensi degli art. 20 dlvo 75/2017; art 1 c. 543 legge 208/2015 ; art. 36 dlvo 165/2001; dlvo 276/2003; artt. 30 e 31 dlvo 81/2015; circolare madia  n. 3/17. PremessaCon l’ ordinanza cautelare n 16958 del 5 luglio 2019, il tribunale di napoli sez. Lavoro ha accolto il ricorso ex art. 700 cpc,  proposto da una operatrice sanitaria  di un’azienda ospedaliera campana che, in servizio in forza di contratti di somministrazione reiterati per 13 anni e poi assunta con contratto a tempo determinato dal luglio dell’anno 2018, era stata esclusa dalla procedura di stabilizzazione ex art. 20 dlgs 75/2017, in quanto ai fini del richiesto requisito dell’anzianità triennale di servizio al 31/12/2017 non erano stati ritenuti computabili i suoi pregressi rapporti di somministrazione, per effetto dell’esclusione della stabilizzazione per tali situazioni di precariato disposta  dall’ art. 20 comma 9.Il giudice, nel ritenere la propria giurisdizione, vertendosi in ambito di procedure non comparative dei partecipanti,  ha in merito ritenuto il diritto della ricorrente all’inserimento  nell’elenco degli aventi titolo alla stabilizzazione del rapporto di lavoro, valutando determinante la specificazione della circolare n. 3/2017[1] per la quale nell’ambito delle procedure di stabilizzazione ex art. 20 del decreto madia troverebbe applicazione anche  la procedura speciale per il personale del ssn prevista dall’art. 1 c. 543 della legge 208/2015[2] [3] , procedura che, a giudizio del tribunale di napoli, includerebbe anche i contratti di somministrazione, per effetto della valutazione espressa dalla  nota del 16/10/2017 del capo dell’ufficio legislativo del ministero della salute (che a riscontro della richiesta di un consigliere regionale della campania ha ritenuto che  tali figure  rientrassero nella disciplina dell’art.1 c. 543 legge 208/2015, in quanto comprese nel novero dei contratti flessibili di cui all’art. 36 del dlgs 165/2001).L’ordinanza, che ha avuto ampio risalto pubblicitario[4], preludendo ad un possibile effetto a cascata di richieste di stabilizzazioni nel settore sanitario,  pur nella  condivisibile  opportunità di adozione di una soluzione operativa a vantaggio di situazioni di disagio professionale, della tutela del lavoro e delle esigenze di di garanzia del livelli essenziali di prestazioni all’utenza, involge tuttavia, a sommesso giudizio della scrivente, alcuni profili di criticità nei suoi presupposti di valutazione giuridico-ricostruttiva.


 
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